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Pechino 2008 - Una gran bella Italia: 3-0 all'Honduras

L'Olimpica di Casiraghi domina l'Honduras e vince 3-0 la sua prima partita ai Giochi di Pechino. Di Giovinco, Rossi e Acquafresca i gol che decidono l'incontro. Il centravanti del Cagliari ha giocato al posto dell'infortunato Tommaso Rocchi. L'Honduras ha sbagliato un rigore con Pavon
Bastano tre minuti all'Italia per presentarsi davanti ad Hernandez, ma Acquafresca, che scatta sul filo del fuorigioco con la difesa dell'Honduras posizionata malissimo, sbaglia clamorosamente tutto solo davanti all'estremo difensore avversario. E' l'Olimpica di Casiraghi a tenere il pallino del gioco. Al 10' Montolivo calcia dal limite dell'area: Hernandez si allunga e mette in angolo. Al quarto d'ora arriva anche la prima conclusione avversaria: ci prova Rodas dal limite, Viviano è attento.
Quando Giovinco si accende è uno spettacolo per gli occhi: su un traversone millimetrico del giovane trequartista della Juventus, Giuseppe Rossi sfiora di testa il gol del vantaggio. Dopo il grande avvio di gara, gli Azzurri di Casiraghi, complice anche il gran caldo (97% di umidità), abbassano un po' il ritmo adeguandosi al gioco avversario. Ci vuole un'invenzione, ci vuole l'invenzione di Giovinco (42'). Il giovane trequartista della Juve estrae dal cilindro un sinistro magico dal limite dell'area che si infila nel sette: un gol bellissimo, raddoppiato allo scadere del primo parziale (45') dal rigore realizzato da Giuseppe Rossi concesso per un fallo di mano di Arzu in area honduregna.
Parte subito forte l'Italia nella ripresa: Giovinco salta due avversari e scarica per Giuseppe Rossi che calcia di prima intenzione con il sinistro: miracolo di Hernandez. L'Italia è ormai padrona del campo, e al 52' fa 3-0 grazie a Robert Acquafresca, bravo e astuto nel procurarsi il calcio di rigore che poi lui stesso trasforma con grande freddezza.
La gara scorre via senza sussulti fino al minuto 80, quando cioè il direttore di gara assegna un calcio di rigore anche per l'Honduras per via di un fallo plateale di De Silvestri su Alvarez. Pavon, però, ci grazia calciando malissimo dagli undici metri. Gli ultimi minuti sono un allenamento per Viviano, con l'Italia che molla un po' e l'estremo difensore azzurro che si esibisce in almeno due pregevoli interventi. Termina 3-0: ottima la prima dell'Olimpica di Casiraghi che adesso sarà chiamata alla seconda verifica domenica prossima contro la Corea del Sud.

Cicinho chiama Baptista alla Roma

Confidenze, mezze ammissioni, dichiarazioni di facciata. In queste ore il mercato della Roma vive soprattutto di questo. Con la certezza che arriveranno almeno due giocatori d'attacco e il totale mistero sui tempi delle operazioni, per adesso bisogna accontentarsi delle parole.
Ieri sono arrivate quelli di Cicinho che ha raccontato le sue telefonate con Julio Baptista. «Io, Doni e Juan lo sentiamo spesso - spiega il terzino giallorosso che ha giocato con la "Bestia" nel Real - lui vuole venire in Italia. È un grande giocatore, farebbe bene nella Roma come avrebbe fatto Mutu. So che a Madrid sono disposti a venderlo, ma non credo in prestito». Qualche ora prima anche il diretto interessato si era espresso sul suo futuro dopo aver segnato un gol nell'amichevole tra il Real e il Lask Linz. Tutte da interpretare le parole di Baptista: «La mia volontà è giocare nel Real più di quanto abbia fatto nella passata stagione. Lotterò per un posto e vedremo cosa accadrà». Solo che quel posto Schuster non sembra intenzionato a concederglielo. Baptista lo sa e non vuole rischiare di perdere la Seleçao in vista dei Mondiali: «È difficile - prosegue il brasiliano - mostrare il mio reale valore senza poter giocare di continuo. Per ora quindi rimango al Real Madrid, ma nel mondo del calcio tutto può cambiare in un secondo». Appunto. Basta una chiamata da Trigoria e la «Bestia» preparerà le valigie. Dopo il Tottenham anche il Newcastle è tornato alla carica offrendo 9 milioni di euro per il brasiliano che però è intenzionato ad aspettare la Roma. L'affare si può concludere con la formula del prestito oneroso alla fine di agosto: Spalletti non considera Baptista una priorità ma non si opporrà al suo acquisto. Prima, però, vuole un esterno. Al momento Malouda è il primo della lista nonostante il suo agente Pierre Frelot dica che «Scolari conta sul giocatore: me lo ha detto in un incontro a cui ha partecipato anche Peter Kenyon (il dirigente del Chelsea, ndr)». Schermaglie tattiche. In realta i «Blues» sono pronti a disfarsi di Malouda e hanno già fatto sapere il prezzo alla Roma: 17 milioni. A 15 si può chiudere, l'accordo con il giocatore arriverebbe grazie ai premi. Silva è più lontano, Podolski idem, mentre il russo Arshavin racconta la sua verità: «Ho avuto una proposta dalla Roma ma non la prenderò in considerazione». Tra i nomi accostati ai giallorossi c'è anche quello di Cissè del Marsiglia: a Trigoria lo considerano una carta da giocarsi a fine agosto se il mercato non avrà regalato niente di meglio. Oggi Okaka firmerà il rinnovo fino al 2012, subito dopo finirà al Bologna in prestito oneroso con diritto di riscatto e controriscatto a favore della Roma. Resterà invece al «Bernardini» il giovane brasiliano Filipe Ribeiro in prova nelle ultime settimane: ha firmato un contratto di un anno. Infine, la perla della giornata arriva da Gigi Becali, patron dello Steaua Bucarest: «Sabato ho parlato con Totti: mi ha detto che vuole giocare da noi al termine della carriera». Il capitano aveva voglia di scherzare, Becali non l'ha capito.

Ronaldinho verso il Milan. Incontro con Galliani

RonaldinhoIl Manchester City si mette tra Dinho e i rossoneri offrendo 32 milioni di euro al Barcellona del presidente Joan Laporta
Ronaldinho-Milan
: ci siamo. La trattativa per portare l'asso brasiliano in Italia sembra finalmente in dirittura d'arrivo. Adriano Galliani è pronto a compiere il blitz: sul tavolo una cifra vicina ai 15 milioni di euro. L'ad milanista, Adriano Galliani, è volato a Barcellona dove ha incontrato l'agente e fratello del brasiliano, Roberto da Assis, assistito dal consulente e agentre Fifa Ernesto Bronzetti. Il fuoriclasse ha parlato anche con il vicepresidente rossonero nell'albergo catalano che ha fatto da scenario del vertice.

32 MILIONI DAL MANCHESTER CITY- Intanto il presidente della società catalana, Joan Laporta, ha affermato ai microfoni di Radio Catalunya di aver ricevuto un'offerta sbalorditiva dal Manchester City: 32 milioni di euro. L'epilogo? Il Barcellona ha emesso una nota con cui riassume i contenuti del confronto tra i propri emissari e i rossoneri in questa convulsa giornata: la società "ritiene soddisfacente le proporste avanzate da entrambe e che ora rifletterà per un paio di giorni sul da farsi".

ANCELOTTI LO VUOLE - Per il tecnico del Milan, Carlo Ancelotti non sarà un problema averlo in squadra : "Il problema di Ronaldinho è uno solo: se è spinto da grandi motivazioni, può tornare il Pallone d’oro di qualche anno fa".

MAGLIA NUMERO 20 - Intanto è iniziato il toto-maglia. Per lui si presenta un'inedita maglia con il 20 sulla schiena perché Seedorf non ha intenzione di cedere il 10: "Quando sono arrivato dall'Inter il 10 era di Rui Costa - ha spiegato l'olandese - così ho preso un'altra maglia e solo dopo l'addio di Rui ebbi il 10. Lo stesso accadrebbe con Ronaldinho...".

Mancini all'Inter, c'è l'accordo

Intesa di massima tra i due club: la cifra non sarebbemolto inferiore ai 15 milioni chiesti dalla Roma

E' ufficiale. Amantino Mancini da oggi è un giocatore dell'Inter. La società giallorossa in una nota apparsa sul proprio sito internet ha comunicato di "aver raggiunto un accordo di massima con l'Inter per la cessione a titolo definitivo del calciatore".

L'intesa è stata raggiunta a un incontro tra i dirigenti delle due società svoltosi oggi nella capitale. Rimangono da perfezionare alcuni dettagli, cosa che sarà fatta la prossima settimana, quando il giocatore tornerà dalle vacanze. Per quanto riguarda l'aspetto economico, si parla di una cifra non molto inferiore ai 15 milioni di euro chiesti dal club giallorosso.

Per Gabriele Oriali, consulente di mercato della società nerazzurra, "c'è soddisfazione da ambo le parti". "Speriamo che possa fare tutto quel che ha fatto Chivu l'anno scorso per noi. Lo riteniamo un giocatore per noi importante - ha detto - non è stato facile, però alla fine è stato raggiunto questo accordo. Siamo contenti".
Oriali ha negato che nell'accordo siano previste contropartite tecniche. Obinna, principale indiziato in tal senso, quindi non passerà alla Roma.

Il trasferimento del brasiliano alla corte di Mourinho chiude una delle telenovelas del calciomercato 2008. Se ne parlava da tempo ma in vari momenti l'accordo tra i due club era parso lontano. Alla fine, dopo cinque stagioni nella capitale, Mancini ha firmato un contratto con la squadra campione d'Italia, quella squadra alla quale negli ultimi anni la Roma ha conteso lo scudetto.

Del resto, era parecchio che il brasiliano dava l'impressione di non essere più a suo agio nel gruppo Spalletti. Le giocate che l'avevano fatto amare dai sostenitori giallorossi erano diventate sempre più rare e il rapporto con i tifosi si era incrinato. E in un'intervista al Corriere dello Sport stamane Mancini parlava già da nerazzurro: "La Roma ha dato la sua disponibilità a vendermi e ad aprire una trattativa per la mia cessione al club nerazzurro. L'Inter è una grande società, ha una squadra importante e campioni che possono fare la differenza in qualsiasi momento". Si diceva lusingato dell'apprezzamento di Mourinho: "Mi fa molto piacere se mi stima e se ha parlato bene di me. Andare in una squadra dove l'allenatore gradisce le tue qualità è importante". E diceva la sua sul rapporto con i tifosi romanisti: "Diciamo che ci sono stati dei problemi ma sono cose che succedono in tutte le storie d'amore. Essere criticato e fischiato non mi ha fatto piacere ma mi ha aiutato a crescere, come uomo e come calciatore. Non so se questo sarà un addio ma a Roma, ai dirigenti e ai tifosi romani devo dire solo grazie per quello che hanno fatto per me. Grazie Roma".

Caos Lampard: l`Inter rilancia, tocca al giocatore

Milano, 9 luglio - Qualcuno, forse, pensava che la trattativa tra Inter e Chelsea per Lampard potesse essere piu` semplice. Nessuno immaginava che si dovesse rispolverare il braccio di ferro nel tentativo, e in maniera assolutamente legittima e non scorretta, di portare a termine, finalmente, il colpo del centenario. L`offerta dell`Inter, la risposta del Chelsea, le frasi di Scolari e il malcontento dell`agente del giocatore inglese: eventi susseguitisi in un flash conclusosi con la nuova offerta nerazzurra ai `Blues` di 10 milioni di euro.La `guerra` sportivo-diplomatica e` iniziata con Massimo Moratti all`attacco e Roman Abramovich in trincea. Nel mezzo Frank Lampard combattuto tra il desiderio di andare all`Inter, dominante, che accontenterebbe anche le sue pretese economiche, e il cuore che dice Stamford Bridge nonostante un rinnovo di contratto che non e` ancora arrivato.Il giocatore ha scelto il nerazzurro forse sentitosi un po` tradito per questo ritardo nella trattativa con i `Blues`. Non una questione di soldi per Abramovich che ne ha fin troppi, ma una questione legata anche ai sentimenti del giocatore, in parte, snobbati. Decisiva sara` la volonta` di Lampard: restare anche per un anno senza la giusta motivazione non servirebbe a nessuno, tantomeno a Scolari e allora il giocatore, se davvero lo volesse, sara` liberato, anche a 10 milioni al di la` di tutti i rifiuti che la trattativa per un simbolo di una squadra impone nell`obbligo del rispetto verso i tifosi.Inter-Lampard alla fine si fara`, per buona pace di Felipao, e per la gioia dei tifosi nerazzurri e soprattutto di Mourinho.

Galliani incontentabile: “Ronaldinho? Solo in prestito”

MILANO - 100 milioni. Questa la cifra che bisognava scucire fino a tre anni fa per avere Ronaldinho. Poi gli acciacchi fisici, gli screzi con la società, i fischi dei tifosi. Ingredienti più che validi a far crollare il prezzo del cartellino di quasi il 90%. Ora il brasiliano può essere strappato al Barcellona per 15 milioni. E’ il giusto prezzo? Non per Adriano Galliani, che sulla Stampa di oggi rilancia verso il basso l’offerta per il giocatore.COSTO ZERO - Perché dopo aver abbassato a un prezzo abbordabile il cartellino, il problema ora è diventato l’ingaggio: “Ronaldinho ha un prezzo più vantaggioso - ha detto Galliani - ma il problema è lo stipendio: per pagarlo, occorre che il cartellino sia a costo zero”. Che tradotto in due parole significa in prestito. Chissà se il Barcellona accetterà la proposta di Via Turati. Di sicuro Galliani è tranquillo: “Ronaldinho ha respinto l’offerta del Manchester City, che gli aveva offerto il doppio di noi”.CIFRE IMPOSSIBILI - Intanto Dinho sembra l’unico big rimasto sulla piazza a un prezzo abbordabile: “Adebayor ha il Milan in testa, così come Drogba e Ronaldinho - ha spiegato Galliani - ma se mi faccio sorpassare dal Barcellona non è perché sono rincoglionito: è difficile competere con chi fattura più di te e ha una fiscalità migliore. L’anno scorso facemmo ad Henry la stessa proposta del Barcellona: lui in Spagna incassa il 50% in più. Non sono più competitivo. Per Adebayor, Wenger ha accettato di fissarmi un appuntamento: ma è inutile che vada, visto che vuole 45 milioni. Cifre impossibili”.PAVLYUCHENKO - Intanto è di stamattina un sondaggio del Milan per Roman Pavlyuchenko, centravanti dello Spartak Mosca, le principali sorprese dell’Europeo. Il valore del cartellino è stimato intorno ai 15 milioni di euro e il Milan. Dovesse saltare la trattativa con Ronaldinho Galliani potrebbe fiondarsi su di lui.

Calciomercato - Secondo extra UE: chi arriva?

Nella giornata di giovedì, il Consiglio Federale ha dato il via libera per tesserare un secondo giocatore extracomunitario. Cambia il mercato delle squadre di Serie A: ecco chi potrebbe arrivare
Il mercato delle squadre italiane non è ancora decollato ma la decisione di giovedì del Consiglio Federale, che ha accolto la richiesta della Lega di aprire al secondo giocatore extracomunitario, potrebbe accelerare e cambiare le strategie dei nostri club. Molti i giocatori, infatti, che ora potrebbero arrivare nel nostro campionato: non solo nomi di grido ma anche calciatori meno conosciuti che potrebbero far comodo alle squadre medio-piccole.

Partiamo col Milan, alla ricerca disperata di una prima punta. Drogba, Eto'o e Adebayor toppo onerosi? No problem, spunta l'ipotesi Luis Fabiano. Brasiliano, gioca nel Siviglia e nell'ultima stagione ha messo a segno la bellezza di 31 gol tra Liga e Champions League. 28 anni, ancora un anno di contratto, è un giocatore maturo e affidabile con un innato fiuto del gol. Costo? Circa 12 milioni di euro: abbordabile per le casse rossonere, e in Spagna le voci che vorrebbero 'Fabuloso' in coppia con i connazionali Pato e Kakà, oltre a Ronaldinho, sono sempre più frequenti e insistenti.

L'Inter, invece, potrebbe virare le sue attenzioni su altri lidi se il Porto continuerà a chiedere montagne d'oro per Quaresma. Ed ecco, quindi, che spuntano i nomi di Arshavin e Aguero . Il primo, vera e propria rivelazione (per chi non lo conosceva già dopo la splendida annata con la maglia dello Zenit di San Pietroburgo con cui ha conquistato la Coppa Uefa, ndr) di Euro 2008 con la Russia potrebbe essere una pedina ideale per gli schemi di Mourinho. Prezzo? Circa 17 milioni (che non sono sicuramente i 33 chiesti dal Porto per Quaresma) anche se c'è da battere la fortissima concorrenza di Barcellona, ma soprattutto del Chelsea di Abramovich che, si sa, in Russia ha una certa influenza... Aguero, invece, è da sempre un pallino di Moratti e i suoi uomini. Qui il prezzo sale vertiginosamente (difficile però che l'Atletico Madrid lo lasci partire per meno di 40 milioni di euro) ma il numero uno interista potrebbe anche decidere di regalare 'El Kun' al popolo nerazzurro come ciliegina sulla torta per il centenario. I campioni d'Italia seguono da mesi Foquinha, funambolo 20enne brasiliano, che potrebbe essere acquistato e poi parcheggiato al Chievo (un po' come per l'operazione Julio Cesar, ndr).

La Roma, oltre ai vari Baptista e Bendtner, avrebbe messo gli occhi su Thiago Neves, 23enne centrocampista brasiliano del Fluminense autore di una strepitosa tripletta nel ritorno della finalissima di Copa Libertadores contro la LDU. Reti inutili, visto che poi la Copa è andata proprio alla LDU dopo i calci di rigore, ma che hanno stregato Spalletti e Pradè.

La Lazio, dopo Carrizo, starebbe pensando ad Augusto Fernandez, 22enne ala argentina del River Plate, che in Sudamerica danno già con le valige pronte per la Capitale.

Anche la Fiorentina sta sondando il mercato sudamericano, con particolare attenzione al Brasile, alla ricerca di nuovi giovani talenti. Alcuni nomi? Wellington, punta del Nautico, e i difensori Jonathan e Miranda, rispettivamente di Cruzeiro e San Paolo.

In una società sempre più globalizzata, dunque, anche il mondo del calcio tende ad adeguarsi e l'Italia, anche se un po' in ritardo rispetto agli altri campionati, non vuole sicuramente stare solo a guardare.